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CENNI STORICI:
DALLA MULATTIERA ALL'AUTOSTRADA |
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Toponimi
latini ed oggetti trovati in Leventina ed in Orsera documentano che la
regione del San Gottardo ed il passo erano noti ai Romani.
L'attraversamento del colle doveva però essere allora molto infrequente.
Per chi veniva da nord, la gola selvaggia della Schöllenen ha costituito
a lungo una barriera insuperabile; la si doveva evitare con un faticoso
sentiero sul Bätzberg. |
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Questo
percorso cominciò ad avere una certa importanza come collegamento
diretto tra il nord ed il sud solo quando, tra il 1218 e il 1226, si
riuscì a vincere la Schöllenen con il "Twärrenbrücke", una passerella di
legno sostenuta da catene lungo il fianco roccioso del Kirchberg, e con
il primo "ponte del diavolo", anch'esso di legno, il cosiddetto "stiebender
Steg", il "ponte gocciolante". Con l'apertura della Schöllenen le terre
a cavallo del San Gottardo assunsero di colpo una grande importanza
politica: la stessa nascita della Svizzera vi è legata. |
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Nel
1595 il "ponte del diavolo" venne sostituito da un nuovo ponte di pietra
ad arco. Nel 1615 si istituì il primo servizio regolare di corrieri da
Zurigo a Bergamo attraverso il San Gottardo. Si deve al ticinese Pietro
Morettini, nel 1707, il traforo dell' "Urnerloch", lungo 60 metri,
attraverso il dosso del Kirchberg. Fu quello il primo tunnel stradale
alpino; eliminando il passaggio sulla Twärrenbrucke, rese più sicuro il
tragitto.
Nel 1775 il mineralogista inglese Gréville introdusse in modo originale
una nuova era: valicò per primo il San Gottardo in carrozza, 55 anni
prima della trasformazione del sentiero in via carrozzabile.
Naturalmente per farcela dovette più volte smontare il veicolo e farlo
portare lungo certi tratti. |
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Tra
il 1805 e il 1830 la strada divenne veramente carrozzabile. l corrieri a
cavallo cedettero il posto alle diligenze; da quel momento si poté
avviare un trasporto regolare di persone. Ma il grande momento della
posta del San Gottardo venne nel 1842: da allora una diligenza da dieci
posti tirata da 5 cavalli valicò il passo nei due sensi ogni giorno
nella buona stagione. Un'epoca nuova si aprì con la costruzione della
ferrovia, nel 1872. Louis Favre affrontò l'ardito compito di costruire
la galleria. Nel 1882 la grande opera era compiuta, e il 1. giugno si
poté festeggiare l'apertura della linea ferrata. La rotaia sottrasse a
Uri, Orsera e Leventina il monopolio dei trasporti, che avevano tenuto
per secoli. L'importanza della strada carrozzabile calò di colpo. |
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Al
principio del ventunesimo secolo, tuttavia, l'automobile cominciò la
conquista anche delle strade di montagna. Nel 1906 l'arteria del San
Gottardo venne aperta al traffico dei veicoli a partire da Göschenen,
anche se solo in certe ore del giorno. Dopo la seconda guerra mondiale
si ebbe, dapprima in forma moderata, poi in modo sempre più rapido, uno
sviluppo del traffico stradale assolutamente imprevisto. La strada del
San Gottardo dovette essere a più riprese adeguata alle mutate esigenze
della circolazione; gli sforzi per mantenere l'arteria all'altezza dei
tempi non poterono però cambiarne le caratteristiche di fondo: sia sul
passo, sia sui tratti di strada cantonale a nord e a sud del massiccio,
si avevano forti pendenze e carreggiate ormai anguste, curve strette,
ponti inadeguati, sagome insufficienti. In più, il tratto sul valico era
innevato per diversi mesi all'anno. |
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Il varo
della rete delle strade nazionali ha dato finalmente il modo di
risolvere questo problema viario alla radice.
Con la costruzione della A2 e della galleria stradale, il San Gottardo è
ora in grado di riassumere e di tenere ancora a lungo il suo ruolo
secolare preminente nei collegamenti tra il nord e il sud dell'Europa. |
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